nov 28
Questo album è stato scritto da "Gente De Borgata", gruppo hip pop di Roma, composti da tanti sciagurati della capitale. Qualche tempo fa vi avevo fatto sentire qualcosa di "Il Turco", diciamo che è della stessa combriccola. Qui a farla da padrone è Supremo73, anche lui scrive molto bene la vita nei sobborghi di Roma, espone la sua su tanti temi che fanno discutere in Italia, dalla politica alle relazioni interpersonali. Veramente un peso massimo.
Il disco in questione è un mix di collaborazioni. C’è Il Turco, Simo, Noyz Narcos, er Costa e non mi sembra altri. A proposito di Noyz… ho ascoltato l’abum "Verano Zombie" e alcuni lavori con Metal Carter. Eccezionale! Un flow senza rivali, ma questo è un’altro discorso.
Vi faccio sentire un pezzo della traccia "Non c’ho lacrime", fatta in collaborazione con Noyz e Simo.
La parte di Gufo (Supremo73):
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nov 20

E’ uscito, in data 19 novembre 2008, il nuovo aggiornamento per il nokia E65. Stasera faccio un bel backup e procedo con l’upgrade. Ecco il changelog:
- Security
- Improvements to platform security
- VOIP
- Interoperability improvements with Avaya server
- WLAN
- Improvements to EAP-PEAP settings
- Improvements to roaming
- Other changes
- Operator name database updated
- Operator settings database updated
- Time zones update for Venezuela
- Slovenian character encoding improvements
Questo aggiornamento è per le versione no-brand. Per le versioni brand occorrerà attendere qualche giorno
nov 20

E’ uscito, in data 19 novembre 2008, il nuovo aggiornamento per il nokia E65. Stasera faccio un bel backup e procedo con l’upgrade. Ecco il changelog:
- Security
- Improvements to platform security
- VOIP
- Interoperability improvements with Avaya server
- WLAN
- Improvements to EAP-PEAP settings
- Improvements to roaming
- Other changes
- Operator name database updated
- Operator settings database updated
- Time zones update for Venezuela
- Slovenian character encoding improvements
Questo aggiornamento è per le versione no-brand. Per le versioni brand occorrerà attendere qualche giorno
nov 13
Vi giro una bella email ricevuta da uccia_uccia, che ringrazio
Che dire… santissima verità!
Chiunque sia uno smanettone penso che condividerà questi 10 buoni motivi per non fare assistenza informatica a gente che nemmeno conosci, o che per strada a stento ti saluta…
Se lavori nell’ambiente informatico, avrai sicuramente un tuo gruppo di persone a cui ti sei ritrovato a fare assistenza, tuo malgrado.
Non ti ricordi come è successo, ma una volta hai montato un masterizzatore a un amico, hai creato un sito per uno zio, hai reinstallato il sistema operativo a un tuo ex compagno di scuola,
hai aiutato il figlio del vicino a fare una ricerca su wikipedia… sempre gratis.
Tu te ne sei scordato il giorno dopo… ma loro no.
Ecco 10 motivi per cui non dovevi farlo:
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nov 12
E come ogni buon compleanno che si rispetti, mi sono fatto un bel regalino! Auguri!!

nov 03

Avete un server Vmware 2.0 con le relative macchine virtuali a bordo? Potreste avere l’esigenza di fermarle per poter effettuare un backup dei vari file che compongono l’immagine. Se la procedura non non prevede l’omino che clicca su “Stop” e successivamente su “Start” viene utile usare l’applicativo vmrun, presente nella cartella “Vmware VIX” del server. Un uso proprio di questo eseguibile permette la pianificazione schedulata del backup con conseguente riavvio della macchina virutuale. In soldoni aprite il terminale e digitate questi comandi:
Comando per conoscere le macchine virtuali attive sul server
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire il comando:
|
|
"C:Program Files (x86)VMwareVMware VIXvmrun.exe" -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> list |
Stop delle macchine virtuali attive
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire i comandi:
|
|
cd "C:Program Files (x86)VMwareVMware VIX" vmrun.exe -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> stop "[standard] <Path Macchina>" |
Start delle macchine virtuali attive
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire i comandi:
|
|
cd "C:Program Files (x86)VMwareVMware VIX" vmrun.exe -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> start "[standard] <Path Macchina>" |
Adesso possiamo giocare con lo scheduler dei processi del nostro sistema operativo e pianificare la procedura di backup che meglio si adatta alle nostre esigenze.
nov 03

Avete un server Vmware 2.0 con le relative macchine virtuali a bordo? Potreste avere l’esigenza di fermarle per poter effettuare un backup dei vari file che compongono l’immagine. Se la procedura non non prevede l’omino che clicca su “Stop” e successivamente su “Start” viene utile usare l’applicativo vmrun, presente nella cartella “Vmware VIX” del server. Un uso proprio di questo eseguibile permette la pianificazione schedulata del backup con conseguente riavvio della macchina virutuale. In soldoni aprite il terminale e digitate questi comandi:
Comando per conoscere le macchine virtuali attive sul server
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire il comando:
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"C:\Program Files (x86)\VMware\VMware VIX\vmrun.exe" -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> list |
Stop delle macchine virtuali attive
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire i comandi:
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cd "C:\Program Files (x86)\VMware\VMware VIX\"
vmrun.exe -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> stop "[standard] <Path Macchina>" |
Start delle macchine virtuali attive
Aprire una finestra ms-dos con i privilegi di amministratore ed eseguire i comandi:
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cd "C:\Program Files (x86)\VMware\VMware VIX\"
vmrun.exe -T server -h <a href="https://<indirizzo">https://<indirizzo</a> ip>:<porta>/sdk -u <Utente> -p <Password> start "[standard] <Path Macchina>" |
Adesso possiamo giocare con lo scheduler dei processi del nostro sistema operativo e pianificare la procedura di backup che meglio si adatta alle nostre esigenze.
nov 01

Questo stupendo sistema operativo Linux è giunto alla release 8.10, “Intrepid Ibex” (intrepido stambecco). Non è una versione long term support, ma introdice alcune funzionalità che semplificheranno la vita del buon utilizzatore.
- Supporto alle connessioni 3G grazie al nuovo Network Manager 0.7;
- Possibilità di installare Ubuntu su una pendrive USB grazie al tool incluso;
- Sessioni con utente Guest;
- Gnome 2.24;
- X.Org 7.4, dotato di nuove funzionalità per il riconoscimento plug-and-play di dispositivi. Inoltre è possibile eseguire il serve grafico senza /etc/X11/xorg.conf;
- Linux kernel 2.6.27;
- DKMS (di Dell) funzionalità che consente la ricompilazione automatica dei moduli ogni volta che viene aggiornato il kernel.
- Possibilità di start/stop dei servizi con il comando service
- Tanto altro ancora….
Chi vuole fare l’aggiornamento delle propria 8.04 può eseguire dal terminale il comando:
|
|
sudo apt-get install update-manager-core |
Adesso, tramite il fidato editor di testo, modifichiamo il file /etc/update-manager/release-upgrades con questo parametro
Molto bene, adesso siamo pronti con l’upgrade vero e proprio:
Ps: Eseguite un backup dei vostri dati importanti. Personalmente non ho mai avuto problemi con gli aggiornamenti, ma non si sa mai.
ott 16
Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di Redundant Array of Inexpensive Disks, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo striping dei dati sui dischi, cioè “l’ allungamento” dello spazio fisico diponibile aggiungendo più unità. In particolare, il Raid di livello 5, è un’ ottimo compromesso tra prestazioni e sicurezza, usato nella stragrande maggioranza dei casi. In pratica il gioco è questo.. prendiamo i dati, li dividiamo in “parti” e, per ogni gruppo, identifichiamolo con una etichetta. Mettiamo questi dati su almeno 3 dischi in questo modo:

La parte Parity, detta anche “A parità distribuita” è un valore generato in base ai dati suddivisi e che permetterà la ricostruzione delle porzioni danneggiate. E come fa? Diciamo che tutte le informazioni sulla struttura dei dati è presente in ogni disco. Facciamo un esempio banale. Prendiamo un file, Documenti.zip (sto banalizzando). Questo file viene spezzettato in 5 parti (4+1), distribuiti su tutti i dischi, diciamo le parti “1 – 9 – 17 – 47”. La somma di questi valori è 74, il famoso valore di parità. Tutto funziona se tutte le parti sono correttamente presenti su tutti i dischi. Che succede se uno si guasta? Dobbiamo ricostruire la “storia” dei dati, e lo facciamo con una banalissima equazione di primo grado. Facciamo finta che il blocco “9” sia quello coinvolto, abbiamo quindi 1, X, 17, 47 e 74, quindi:
1+X+17+47=74
X+65=74
X=74-65
X=9
Abbiamo recuperato il valore. Il sistema, una volta inserito il disco nuovo, ricostruirà la corretta struttura dei dati. Un sistema raid 5 è configurabile con un minimo di 3 dischi ed un massimo di 8.
ott 16
Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di Redundant Array of Inexpensive Disks, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo striping dei dati sui dischi, cioè “l’ allungamento” dello spazio fisico diponibile aggiungendo più unità. In particolare, il Raid di livello 5, è un’ ottimo compromesso tra prestazioni e sicurezza, usato nella stragrande maggioranza dei casi. In pratica il gioco è questo.. prendiamo i dati, li dividiamo in “parti” e, per ogni gruppo, identifichiamolo con una etichetta. Mettiamo questi dati su almeno 3 dischi in questo modo:

La parte Parity, detta anche “A parità distribuita” è un valore generato in base ai dati suddivisi e che permetterà la ricostruzione delle porzioni danneggiate. E come fa? Diciamo che tutte le informazioni sulla struttura dei dati è presente in ogni disco. Facciamo un esempio banale. Prendiamo un file, Documenti.zip (sto banalizzando). Questo file viene spezzettato in 5 parti (4+1), distribuiti su tutti i dischi, diciamo le parti “1 – 9 – 17 – 47”. La somma di questi valori è 74, il famoso valore di parità. Tutto funziona se tutte le parti sono correttamente presenti su tutti i dischi. Che succede se uno si guasta? Dobbiamo ricostruire la “storia” dei dati, e lo facciamo con una banalissima equazione di primo grado. Facciamo finta che il blocco “9” sia quello coinvolto, abbiamo quindi 1, X, 17, 47 e 74, quindi:
1+X+17+47=74
X+65=74
X=74-65
X=9
Abbiamo recuperato il valore. Il sistema, una volta inserito il disco nuovo, ricostruirà la corretta struttura dei dati. Un sistema raid 5 è configurabile con un minimo di 3 dischi ed un massimo di 8.
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