<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Blog &#187; Sicurezza</title>
	<atom:link href="http://www.lucablog.it/category/sicurezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucablog.it</link>
	<description>Appunti personali e qualche chiacciera...</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Nov 2011 21:30:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Altro generatore di PEC gratuite</title>
		<link>http://www.lucablog.it/altro-generatore-di-pec-gratuite/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/altro-generatore-di-pec-gratuite/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/?p=732</guid>
		<description><![CDATA[Avevo già parlato del certificato digitale per la posta elettronica (PEC) e come fare per ottenerne uno gratuitamente, per scopi personali. Sono venuto a conoscenza di un&#8217;altro sito che permette di richiedere la pec gratuitamente, ed è il sito Comodo, che tra l&#8217;altro curiosamente è il &#8220;certificatore&#8221; di GlobalTrust. Eccolo: Richiedi il certificato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-622" title="Pec" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2009/12/Pec.PNG" alt="Pec" width="178" height="123" />Avevo già parlato del certificato digitale per la posta elettronica (PEC) e come fare per ottenerne uno gratuitamente, per scopi personali. Sono venuto a conoscenza di un&#8217;altro sito che permette di richiedere la pec gratuitamente, ed è il sito Comodo, che tra l&#8217;altro curiosamente è il &#8220;certificatore&#8221; di GlobalTrust. Eccolo:</p>
<p class="alert" style="text-align: center;"><a href="https://secure.comodo.net/products/frontpage?ap=OmegaSphere&amp;area=SecureEmailCertificate" target="_blank">Richiedi il certificato</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/altro-generatore-di-pec-gratuite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Certificato &#8220;PEC&#8221; gratuito per uso personale</title>
		<link>http://www.lucablog.it/certificato-pec-gratuito-per-uso-personale/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/certificato-pec-gratuito-per-uso-personale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;uso della posta elettronica certificata si sta finalmente diffondendo. E&#8217; possibile acquistare il certificato digitale, a costi tutto sommato accessibili. Se non avete un&#8217;attività commerciale e volete certificare il vostro indirizzo di posta potete richiedere gratuitamente il certificato a Global Trust. Questa CA (Certification Authority) provvederà al controllo della vostra identità e vi invierà tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-622" title="Pec" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2009/12/Pec.PNG" alt="Pec" width="178" height="123" />L&#8217;uso della <a title="PEC" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata" target="_blank">posta elettronica certificata</a> si sta finalmente diffondendo. E&#8217; possibile acquistare il certificato digitale, a costi tutto sommato accessibili. Se non avete un&#8217;attività commerciale e volete certificare il vostro indirizzo di posta potete richiedere gratuitamente il certificato a Global Trust. Questa <span class="Codice_Verde">CA</span> (<em>Certification Authority</em>) provvederà al controllo della vostra identità e vi invierà tutto il materiale necessario per certificare il vostro account.</p>
<p class="alert" style="text-align: center;"><a href="https://www.globaltrust.it/modulo_reg_smime.asp" target="_blank">Richiedi il certificato</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/certificato-pec-gratuito-per-uso-personale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raid 5 &#8211; Cos&#8217;&#232;? A cosa serve?</title>
		<link>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 15:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve/</guid>
		<description><![CDATA[Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di Redundant Array of Inexpensive Disks, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo striping dei dati sui dischi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di <em>Redundant Array of Inexpensive Disks</em>, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo <em>striping</em> dei dati sui dischi, cioè “l’ allungamento” dello spazio fisico diponibile aggiungendo più unità. In particolare, il Raid di livello 5, è un’ ottimo compromesso tra prestazioni e sicurezza, usato nella stragrande maggioranza dei casi. In pratica il gioco è questo.. prendiamo i dati, li dividiamo in “parti” e, per ogni gruppo, identifichiamolo con una etichetta. Mettiamo questi dati su almeno 3 dischi in questo modo:<a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/10/raid5.gif" rel="lightbox">      <br /></a>
<p><img title="raid5" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-left: 0px; margin-right: auto; border-bottom: 0px" height="266" alt="raid5" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/10/raid51.gif" width="447" border="0" /></p>
<p>La parte <em>Parity</em>, detta anche “A parità distribuita” è un valore generato in base ai dati suddivisi e che permetterà la ricostruzione delle porzioni danneggiate. E come fa? Diciamo che tutte le informazioni sulla struttura dei dati è presente in ogni disco. Facciamo un esempio banale. Prendiamo un file, Documenti.zip (sto banalizzando). Questo file viene spezzettato in 5 parti (4+1), distribuiti su tutti i dischi, diciamo le parti “<strong><u>1 – 9 – 17 – 47</u></strong>”. La somma di questi valori è <strong><u>74</u></strong>, il famoso valore di parità. Tutto funziona se tutte le parti sono correttamente presenti su tutti i dischi. Che succede se uno si guasta? Dobbiamo ricostruire la “storia” dei dati, e lo facciamo con una banalissima equazione di primo grado. Facciamo finta che il blocco <strong>“9”</strong> sia quello coinvolto, abbiamo quindi 1, <font color="#ff0000"><strong>X</strong></font>, 17, 47 e 74, quindi:</p>
<p align="center"><strong>1+<font color="#ff0000">X</font>+17+47=74       <br /><font color="#ff0000">X</font>+65=74       <br /><font color="#ff0000">X</font>=74-65       <br /><font color="#ff0000">X</font>=9</strong></p>
<p>Abbiamo recuperato il valore. Il sistema, una volta inserito il disco nuovo, ricostruirà la corretta struttura dei dati. Un sistema raid 5 è configurabile con un minimo di 3 dischi ed un massimo di 8.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raid 5 – Cos’è? A cosa serve?</title>
		<link>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve-2/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 15:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve/</guid>
		<description><![CDATA[Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di Redundant Array of Inexpensive Disks, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo striping dei dati sui dischi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Cos’è il Raid? Raid è l’acronimo di <em>Redundant Array of Inexpensive Disks</em>, permette la scrittura dei dati su più hard drive. Questo sistema serve per “assicurare” i dati, cioè aumenta la sicurezza dell’integrità del dato a fronte di guasti hardware. In un primo momento Raid è nato per permettere lo <em>striping</em> dei dati sui dischi, cioè “l’ allungamento” dello spazio fisico diponibile aggiungendo più unità. In particolare, il Raid di livello 5, è un’ ottimo compromesso tra prestazioni e sicurezza, usato nella stragrande maggioranza dei casi. In pratica il gioco è questo.. prendiamo i dati, li dividiamo in “parti” e, per ogni gruppo, identifichiamolo con una etichetta. Mettiamo questi dati su almeno 3 dischi in questo modo:<a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/10/raid5.gif" rel="lightbox">      <br /></a>
<p><img title="raid5" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-left: 0px; margin-right: auto; border-bottom: 0px" height="266" alt="raid5" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/10/raid51.gif" width="447" border="0" /></p>
<p>La parte <em>Parity</em>, detta anche “A parità distribuita” è un valore generato in base ai dati suddivisi e che permetterà la ricostruzione delle porzioni danneggiate. E come fa? Diciamo che tutte le informazioni sulla struttura dei dati è presente in ogni disco. Facciamo un esempio banale. Prendiamo un file, Documenti.zip (sto banalizzando). Questo file viene spezzettato in 5 parti (4+1), distribuiti su tutti i dischi, diciamo le parti “<strong><u>1 – 9 – 17 – 47</u></strong>”. La somma di questi valori è <strong><u>74</u></strong>, il famoso valore di parità. Tutto funziona se tutte le parti sono correttamente presenti su tutti i dischi. Che succede se uno si guasta? Dobbiamo ricostruire la “storia” dei dati, e lo facciamo con una banalissima equazione di primo grado. Facciamo finta che il blocco <strong>“9”</strong> sia quello coinvolto, abbiamo quindi 1, <font color="#ff0000"><strong>X</strong></font>, 17, 47 e 74, quindi:</p>
<p align="center"><strong>1+<font color="#ff0000">X</font>+17+47=74       <br /><font color="#ff0000">X</font>+65=74       <br /><font color="#ff0000">X</font>=74-65       <br /><font color="#ff0000">X</font>=9</strong></p>
<p>Abbiamo recuperato il valore. Il sistema, una volta inserito il disco nuovo, ricostruirà la corretta struttura dei dati. Un sistema raid 5 è configurabile con un minimo di 3 dischi ed un massimo di 8.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/raid-5-cos-a-cosa-serve-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Masterizzatore Asus S2014L1T &#8211; Soluzione al problema dei supporti DVD+DL con CloneCD.</title>
		<link>http://www.lucablog.it/masterizzatore-asus-s2014l1t-soluzione-al-problema-dei-supporti-dvddl-con-clonecd/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/masterizzatore-asus-s2014l1t-soluzione-al-problema-dei-supporti-dvddl-con-clonecd/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 19:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/masterizzatore-asus-s2014l1t-soluzione-al-problema-dei-supporti-dvddl-con-clonecd/</guid>
		<description><![CDATA[Stavo masterizzando un&#8217;immagine fatta qualche giorno fa con CloneCD (software veramente &#34;da sbrodolo&#34;, eccellente). Peccato che il mio nuovissimo Asus S2014L1T non riesca a riconoscere i supporti DL (Dual Layer) con questo software. Ma come? Supermegafigovelocecazzuto e non mi legge i DL? &#160; Per quale motivo, come potete vedere dall&#8217;immagine qui sopra, dovrei tentare l&#8217;overburning [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/clone-cd.jpg" rel="lightbox[192]"><img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="73" alt="clone_cd" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/clone-cd-thumb.jpg" width="61" align="left" border="0" /></a> Stavo masterizzando un&#8217;immagine fatta qualche giorno fa con CloneCD (software veramente &quot;da sbrodolo&quot;, eccellente). Peccato che il mio nuovissimo Asus S2014L1T non riesca a riconoscere i supporti DL (Dual Layer) con questo software. Ma come? Supermegafigovelocecazzuto e non mi legge i DL?</p>
<p> <center><a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/problema-clone1.jpg" rel="lightbox[192]"><img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="335" alt="Problema_Clone1" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/problema-clone1-thumb.jpg" width="465" border="0" /></a>&#160; </center>
</p>
<p>Per quale motivo, come potete vedere dall&#8217;immagine qui sopra, dovrei tentare l&#8217;overburning del disco quando lo spazio richiesto &#232; inferiore allo spazio del supporto (e di ben 3,5 giga)?.    <br />Scatta la ricerca su internet e, come al solito, mi rendo conto di quanto i forum esteri (inglesi) siano avanti a livello di supporto tecnico. Ecco la pagina dove viene spiegato tutto:     <br /><a title="http://forum.slysoft.com/showthread.php?t=14635" href="http://forum.slysoft.com/showthread.php?t=14635">http://forum.slysoft.com/showthread.php?t=14635</a>     <br />In soldoni un moderatore Slysoft ha trovato un bug in CloneCD e ha dichiarato che lo sistemer&#224; quando rilasceranno la nuova release. Per quelli come me che non sanno aspettare hanno rilasciato un file, WriteDVD.dll, che va estratto nella cartella di installazione di Clone.     <br />Avviate l&#8217;applicazione ed il gioco &#232; fatto.</p>
<p> <center><a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/problema-clone2.jpg" rel="lightbox[192]"><img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="486" alt="Problema_Clone2" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2008/04/problema-clone2-thumb.jpg" width="483" border="0" /></a></center></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/masterizzatore-asus-s2014l1t-soluzione-al-problema-dei-supporti-dvddl-con-clonecd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Truecrypt aggiornato! (versione 5.0)</title>
		<link>http://www.lucablog.it/truecrypt-aggiornato-versione-50/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/truecrypt-aggiornato-versione-50/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 22:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/truecrypt-aggiornato-versione-50/</guid>
		<description><![CDATA[Vorrei segnalare l&#8217;uscita (in data 5 febbraio 2008) dell&#8217;aggioramento di Truecrypt. Ne avevamo già discusso, ma questo aggiornamento merita un nuovo post, viste le features introdotte. Buon download! February 5, 2008 New features: Ability to encrypt a system partition/drive (i.e. a partition/drive where Windows is installed) with pre-boot authentication (anyone who wants to gain access [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2007/06/lucchetto.png" align="left" height="88" width="93" /></p>
<p>Vorrei segnalare l&#8217;uscita (in data 5 febbraio 2008) dell&#8217;aggioramento di Truecrypt. <a href="http://www.lucablog.it/truecrypt-proteggiamo-i-nostri-dati/">Ne avevamo già discusso</a>, ma questo aggiornamento merita un nuovo post, viste le features introdotte.<br />
<a href="http://www.truecrypt.org/downloads.php">Buon download</a>!</p>
<p><span id="more-168"></span></p>
<blockquote><p>February 5, 2008</p>
<p><strong>      New features:</strong></p>
<ul>
<li>Ability to encrypt a system partition/drive (i.e. a partition/drive where Windows is installed) with pre-boot authentication (anyone who wants to gain access and use the system, read and write files, etc., needs to enter the correct password each time before the system starts). For more information, see the chapter <a href="http://www.truecrypt.org/docs/system-encryption.php?s=system-encryption">System Encryption</a> in the <a href="http://www.truecrypt.org/docs/">documentation</a>.   (<em>Windows Vista/XP/2003</em>)</li>
<li>Pipelined operations increasing read/write speed by up to 100%   (<em>Windows</em>)</li>
<li>Mac OS X version</li>
<li>Graphical user interface for the Linux version of TrueCrypt</li>
<li>XTS mode of operation, which was designed by Phillip Rogaway in 2003 and which was recently approved as the IEEE 1619 standard for cryptographic protection of data on block-oriented storage devices. XTS is faster and more secure than LRW mode (for more information on XTS mode, see the section <a href="http://www.truecrypt.org/docs/modes-of-operation.php">Modes of Operation</a> in the <a href="http://www.truecrypt.org/docs/">documentation</a>).<br />
Note: New volumes created by this version of TrueCrypt can be encrypted only in XTS mode. However, volumes created by previous versions of TrueCrypt can still be mounted using this version of TrueCrypt.</li>
<li>SHA-512 hash algorithm (replacing SHA-1, which is no longer available when creating new volumes).<br />
Note: To re-encrypt the header of an existing volume with a header key derived using HMAC-SHA-512 (PRF), select &#8216;<em>Volumes</em>&#8216; &gt; &#8216;<em>Set Header Key Derivation Algorithm</em>&#8216;.</p>
<p><strong>Improvements, bug fixes, and security enhancements:</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>The Linux version of TrueCrypt has been redesigned so that it will no longer be affected by changes to the Linux kernel (kernel upgrades/updates).</li>
<li>Many other minor improvements, bug fixes, and security enhancements.  <em>(Windows and Linux)</em><br />
If you are using an older version of TrueCrypt, it is strongly recommended that you upgrade to this version.</li>
</ul>
</blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/truecrypt-aggiornato-versione-50/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finalmente IMAP su Gmail</title>
		<link>http://www.lucablog.it/finalmente-imap-su-gmail/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/finalmente-imap-su-gmail/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 12:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/finalmente-imap-su-gmail/</guid>
		<description><![CDATA[Come molti di voi sapranno, Gmail ha attivato a tutti gli account &#34;inglesi&#34; (cioè a tutti coloro che hanno settato &#34;Enslish US&#34; nelle preferenze della lingua) il protocollo IMAP. Questo permette finalmente di oter leggere le email su più client.Per porte usufruie del servizio, dopo aver cambiato la lingua, settare cosi il client:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="128" border="" width="128" style="float: left" class="" alt="" src="http://blogulate.com/wp-content/uploads/2007/07/gmail_logo.jpg" title="" />Come molti di voi sapranno, Gmail ha attivato a tutti gli account &quot;inglesi&quot; (cioè a tutti coloro che hanno settato &quot;Enslish US&quot; nelle preferenze della lingua) il protocollo IMAP. Questo permette finalmente di oter leggere le email su più client.Per porte usufruie del servizio, dopo aver cambiato la lingua, settare cosi il client:</p>
<p><img height="189" border="" width="570" style="margin: 5px" class="" alt="" src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2007/11/impo-imap-gmail.png" title="" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/finalmente-imap-su-gmail/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disintegriamo i nostri file su Linux</title>
		<link>http://www.lucablog.it/disintegriamo-i-nostri-file/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/disintegriamo-i-nostri-file/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 19:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/disintegriamo-i-nostri-file/</guid>
		<description><![CDATA[Potrebbe nascere l&#8217;esigenza di eliminare in maniera sicura alcuni nostri file. Ad esempio, se cambiassimo lavoro dovremmo eliminare tutti i nostri dati sull&#8217;hard disk del pc che abbiamo utilizzato in quel periodo. Bene&#8230; clic con il tasto destro, elimina e svuota cestino! Bè, diciamo che non è proprio così. Alcuni software sono capaci di ripristinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="id" src="http://www.logosdictionary.org/bimbi/images/spazzatura.jpg" alt="" width="98" height="87" align="left" /> Potrebbe nascere l&#8217;esigenza di eliminare in maniera sicura alcuni nostri file. Ad esempio, se cambiassimo lavoro dovremmo eliminare tutti i nostri dati sull&#8217;hard disk del pc che abbiamo utilizzato in quel periodo. Bene&#8230; clic con il tasto destro, elimina e svuota cestino! Bè, diciamo che non è proprio così. Alcuni software sono capaci di ripristinare i file cancellati in men che non si dica. Possiamo rendere la vita difficile (impossibile?) a questi software eseguendo il <em>wiping</em> del file. Andiamo ad installare il pacchetto sulla nostra amata distibuzione Linux.</p>
<p><span id="more-79"></span></p>
<p>Scarichiamo il pacchetto: <a href="http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=804">Download Wipe 2.2.0</a><br />
Compiliamo il pacchetto e installiamolo sulla nostra distro:</p>
<pre lang="TXT">
bunzip2 wipe-2.2.0.tar.bz2
tar xvf wipe-2.2.0.tar
cd wipe-2.2.0
./configure
make &#038;&#038; make install
</pre>
<p>Una volta installato possiamo iniziare ad eliminare la directory che contiene i nostri file.<br />
Sempre da terminale:</p>
<p><code>cd /home/Documenti<br />
wipe -r -i -p 30 nome_cartella_da_eliminare</code></p>
<p>In questo modo cosa stiamo facendo? Stiamo eseguendo il wiping in maniera interattiva (<strong>-i</strong>, cioè controllando i permessi dei file prima di procedere con l&#8217;eliminazione) di una directory (<strong>-r</strong>) con 30 cicli di cancellazione (<strong>-p 30</strong>). Perchè facciamo questo? Perchè la cancellazione di un file come la conosciamo non elimina completamente il file, ma elimina solo alcune informazioni e lascia completamente intatta l&#8217;area di occupazione fisica dei dati all&#8217;interno dei dischi. L&#8217;unico modo per ovviare al problema è quindi quello di sovrascrivere ripetutamente quei settori del disco.<br />
Semplice ed efficace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/disintegriamo-i-nostri-file/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TrueCrypt &#8211; Proteggiamo i nostri dati</title>
		<link>http://www.lucablog.it/truecrypt-proteggiamo-i-nostri-dati/</link>
		<comments>http://www.lucablog.it/truecrypt-proteggiamo-i-nostri-dati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 14:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucablog.it/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[Proteggere i dati sul nostro calcolatore è necessario quando questo svolge il compito di &#8220;database&#8221; dei nostri file cosidetti sensibili. Pensiamo, ad esempio, alla momorizzazione delle buste paga, delle bollette del telefono o dei codici di sblocco dell&#8217;allarme di casa. Insomma, chi usa il pc non solo per il solitario dovrebbe pensare a proteggere almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2007/06/lucchetto.png" title="lucchetto.png" alt="lucchetto.png" align="left" height="200" width="212" />Proteggere i dati sul nostro calcolatore è necessario quando questo svolge il compito di &#8220;database&#8221; dei nostri file cosidetti <em>sensibili.</em> Pensiamo, ad esempio, alla momorizzazione delle buste paga, delle bollette del telefono o dei codici di sblocco dell&#8217;allarme di casa. Insomma, chi usa il pc non solo per il solitario dovrebbe pensare a proteggere almeno una porzione del suo disco fisso.<br />
In questo caso ci viene in aiuto un programma che permette la <strong><em>crittografia on-the-fly</em></strong> (al volo) dei nostri dati.<br />
Proseguiamo&#8230; che cos&#8217;è TrueCrypt?</p>
<blockquote><p><strong><a href="http://www.truecrypt.org/" target="resource window">TrueCrypt</a></strong> é un programma gratuito con licenza <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OpenSource" target="resource window">OpenSource</a></strong> che permette di creare dischi virtuali criptati con lettura / scrittura dati trasparente e in tempo reale (on-the-fly) utilizzando alcuni tra i migliori algoritmi criptografici disponibili come l&#8217;AES-256, Blowfish, CAST5, Serpent, etc.</p></blockquote>
<p>Andiamo avanti e scopriamo come funziona, come si installa e come si usa&#8230;<br />
<span id="more-3"></span></p>
<p>Di seguito la tabella di tutti gli algoritmi <u>attualmente</u> supportati dal software:</p>
<p><a href="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2007/06/algo1.png" title="algo1.png" rel="lightbox[3]"></a></p>
<p style="text-align: center" align="left"><img src="http://www.lucablog.it/wp-content/uploads/2007/06/algo1.png" alt="algo1.png" /></p>
<blockquote><p>In Crittografia, l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Encryption_Standard"><strong>Advanced Encryption Standard</strong> (<strong>AES</strong>)</a>, conosciuto anche come <strong>Rijndael</strong> (benché, più propriamente, AES sia una particolare implementazione dell&#8217;algoritmo Rijndael), è un algoritmo di cifratura a blocchi utilizzato come standard dal governo degli Stati Uniti d&#8217;America.</p></blockquote>
<p>I volumi protetti con <em>TrueCrypt</em> (come il software stesso) sono indipendenti dal sistema operativo, quindi è possibile accedere a tali dati sia utilizzando un sistema Windows che un sistama Linux.</p>
<p><em><strong>1° passaggio:        Scarichiamo il software<br />
</strong></em><a href="http://www.truecrypt.org/downloads/truecrypt-4.3a-ubuntu-7.04-x86.tar.gz" title="TrueCrypt 0.43a per Ubuntu 7.04 (x86)"> Download per Ubuntu 7.04 Feisty Fawn</a><br />
<a href="http://www.truecrypt.org/downloads/truecrypt-4.3a-opensuse-10.2-x86.tar.gz" title="TrueCrypt 0.43a per Opensuse">Download per Opensuse 10.2 x86</a><br />
<a href="http://www.truecrypt.org/downloads/transient/0a5e39b6a4/truecrypt-4.3a.zip" title="TrueCrypt 0.43a per Windows">Download per Windows Xp/2000/2003/Vista</a><a href="http://www.truecrypt.org/downloads/truecrypt-4.3a-ubuntu-7.04-x86.tar.gz" title="TrueCrypt 0.43a per Ubuntu 7.04 (x86)"><br />
</a>Sul <a href="http://www.truecrypt.org/">sito</a> troverete anche le versioni compilate per Ubuntu Feisty Fawn 7.04 a 64 bit, 6.10 e i pacchetti sorgenti.</p>
<p><em><strong>2° passaggio:        Installiamo&#8230; </strong></em><br />
Adesso installeremo il programma. Selezioniamo (nel mio caso) il pacchetto per Linux Ubuntu 7.04 Feisty Fawn x86. Appena finito troveremo in locale il nostro pacchetto .deb bello e pronto.<br />
Apriamo il terminale e digitiamo:<br />
<code>tar xvfz truecrypt-4.3a-ubuntu-7.04-x86.tar.gz</code><br />
<code>cd truecrypt-4.3a</code><br />
<code> sudo dpkg -i truecrypt_4.3a-0_i386.deb</code></p>
<p>Bene.. se non abbiamo avuto errori di dipendenza andiamo avanti, altrimenti dobbiamo procurarci i file necessari per installare il programma. Fare riferimento al sito ufficiale per tali file.</p>
<p><em><strong>3° passaggio:        Creiamo un volume protetto</strong></em><br />
Apriamo il nostro fido terminale e digitiamo semplicemente:<br />
<code>truecrypt -c nomevolume.tc</code></p>
<p>Il programma inizierà a chiederci come configurare il volume<br />
<code>1) Normal        (selezioniamo questo)<br />
2) Hidden</code><br />
<code>Filesystem<br />
1) FAT            (selezioniamo questo)<br />
2) None</code><br />
<code>Enter volume size (bytes - size/sizeK/sizeM/sizeG):<br />
10M</code><br />
In questo caso stiamo creando un volume da 10 Megabyte, ma nulla ci vieta di crearne uno da 1G o 100M&#8230; a nostra discrezione.<br />
Premendo invio compariranno i prompt <strong>Hash algotithm</strong> e <strong>Encryption algorithm</strong>.<br />
Indichiamo la password per proteggere il volume.<br />
<code>Enter password for new volume "nomevolume.tc":<br />
Re-enter password:</code></p>
<p>La scelta della password è molto importante.. cerchiamo di sceglierne una abbastanza <em>complessa</em>, cioè formata da almeno 8 caratteri e di inserire qualche carattere <em>speciale (@ # [] è é &#8211; + eccetera&#8230; ).</em></p>
<p><code>Enter keyfile path [none]:</code><br />
Dare invio..</p>
<p><code>TrueCrypt will now collect random data.<br />
To enable mouse movements to be used as a source of random data,<br />
please do one of the following:<br />
- Run TrueCrypt under administrator (root) account.<br />
- Add read permission for your user to device /dev/input/mice.<br />
Please type at least 320 randomly chosen characters and then press Enter:</code></p>
<p>A questo punto inizierà la fase di collezione dei dati random da tastiera. Iniziamo ad inserire caratteri a caso, 320 minimo&#8230; appena diamo <em>invio</em> il processo di creazione della chiave avrà luogo e verrà creato il famigerato volume criptato.</p>
<p><em><strong>4° passaggio: Usiamolo!</strong></em><br />
Montiamo il volume dove meglio crediamo.  Io lo metto in <em>/media/nome_partizione/</em>, ma nessuno vieta di mettere il volume dove meglio crede.<br />
Una furbata, a mio avviso, è quello di montarlo su una partizione condivisa, soprattutto se avete (per esigenza o per sfiga) bisogno di Windows come secondo sistema operativo. Così facendo potreste installare <em>TrueCrypt</em> su Windows e pescare dal volume che creerete senza il minimo problema&#8230; fate vobis.<br />
<code>truecrypt -c ./nomevolume.tc /media/nome_partizione/</code></p>
<p><code>Enter luca's or root's system password:<br />
Enter password for '/home/luca/nomevolume.tc':</code></p>
<p>Molto bene&#8230; andiamo a controllare che tutto sia montato ed iniziamo a copiare i nostri file sensibili.<br />
Una volta terminato dobbiamo smontare il volume creato.. nulla di più semplice:<br />
<code>truecrypt -d ./nomevolume.tc</code></p>
<p><strong>Concludiamo.</strong><br />
<em>TrueCrypt</em> è un software estremamente potente. <strong>La perdita della chiave per il mount della partizione comporta l&#8217;impossibilità del recupero di tali dati</strong>. Un&#8217;alternativa al recupero sarebbe quello di tentare di craccare la password con un attacco a forza bruta. Se abbiamo scelto una password complessa tale procedura durerebbe <em>diversi cicli di vita umana</em>, a quel punto non so se i dati sarebbero ancora utili.<br />
In parole povere&#8230; occhio! <img src='http://www.lucablog.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucablog.it/truecrypt-proteggiamo-i-nostri-dati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

